Eccoci arrivati al 30 giugno. La Roma doveva cedere per almeno 50 milioni oppure trovare sponsor e finanziamenti vari per introitare a bilancio questa cifra. Niente di tutto questo. Ci siamo accorti che la politica dei club in fase di acquisto è semplice: puntare alla gola di chi deve cedere per forza. Tutti fanno così e quindi stavolta è toccato a noi sperimentando una delle leggi del calcio mercato.
Niente di nuovo niente di imprevedibile. Quel che è grave, è dimostrare inesperienza e cadere negli istessi errori. Certi accordi andavano presi prima, anche se non si fosse conseguito il diritto di partecipare alla Champions. Non è che l'Europa League avrebbe, nel caso, evitato l'ennesima strettoia dei conti economici. Finchè è stato dirigente della Roma, lo stesso Ranieri parlò alla stampa di questi problemi più volte. Ora viviamo l'era Gasperini-D'Amico ma la musica non cambia.
Beh, la situazione è questa e la stampa oggi si sfoga a dirci che i signori Friedkin agiranno presso l'UEFA per andare a elemosinare l'assenza di altre multe. Come dire al boia di insaponare bene la corda della forca. Vero che il calcio continentale, al pari di quello nazionale, è una grande bolla che attende soltanto di scoppiare ma pensar di disattivare una delle poche valvole di sicurezza di questa bolla sembra proprio puerile.
L'atteggiamento dell'UEFA è censurabile perchè non esiste niente peggio di una legge uguale per tutti, una delle grandi balle che ci raccontano da sempre i regimi. Non siamo tutti uguali e non siamo tutti perseguibili allo stesso modo se sbagliamo.
Si tratta sempre di furto ma è peggio se un povero affamato ruba una mela o se un politico di grido ruba profumi in un market di aeroporto? Voi chi condannereste alla pena più dura? Il sistema vive invece di ipocrisie e una delle peggiori è appunto la leggenda che la legge sia uguale per tutti e che questo principio, più che altro, si possa considerare giusto. Che balla colossale.
Ma ora, filosofia del diritto a parte, la Roma è davanti al bivio di cui parlavo in post precedenti. Non vende al prezzo di ribasso voluto dai pochi compratori per Soulè, Konè e altri giocatori. Non vorrebbe corrispondere multe alla matrigna UEFA. Ma vuole però far le coppe e per far le coppe all'UEFA devi inchinarti.
Il dilemma è tutto qui ed è persino facile immaginare come finirà. Ma questa è veramente roba per il post che troverete su questo blog dal primo luglio.
Nel frattempo, la FIFA tenta di mettersi il vestito buono con un Mondiale che effettivamente sta proponendo qualcosa di diverso: il continuo incrociarsi di manifesti calcistici propri di mondi diversi, con l'Africa che comunque sta facendo un figurone, seguita dalle Americhe, con la crescita contemporanea dell'Asia. Tutto questo è magari utile ai nostri stanchissimi scout che meglio della Premier non sanno evidentemente analizzare e sbagliano perchè i prezzi da Premier sono per noi troppo esosi. Uno sguardo in Africa e in Asia, forse, sarebbe opportuno. Magari in America che, come continente, qualche opportunità la offre.
Da anni scrivo le stesse cose, chi mi legge lo sa. I blog servono a questo. Per carità, non prendiamo contributi come certi editori, ma pazienza. A ognuno il suo.

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