lunedì 27 aprile 2026

Un altro terremoto nel calcio, ma non cambierà nulla.


 Come accaduto nei casi precedenti: dopo i vari scandali, dalle schedine alle varie storture che causarono persino la retrocessione della Juventus in B, il nostro calcio è solo peggiorato come, del  resto, la vita in Italia-Draghistan. L'uragano che ha costretto il signor Rocchi a dimettersi non porterà niente di niente di buono.

Ragioniamo: in una situazione ideale, uno scandalo come quello che stiamo vivendo, non sarebbe mai potuto accadere e invece eccoci qui.

Il gioco più bello del mondo, almeno qui da noi, è un giocattolino preconfezionato che deve funzionare come decide il palazzo del calcio e stop. Non è Rocchi o altri il colpevole: è un sistema fatto in questo modo. Un sistema contro il quale hanno combattuto come leoni i presidenti che rievocavo nel post precedente. Viola e Sensi lottarono contro un muro che sono riusciti a scalfire ma che non hanno potuto abbattere. 


Il sistema è entrato in crisi nera perchè pur continuando a generare ricchezza per i club maggiori, quindi A e B, non riesce più a garantire un rendimento sportivo medio accettabile. Esempio massimo la gestione insufficiente della Nazionale che è fuori dal Mondiale da tre edizioni.

Come ogni sistema evoluto, questo, nostro, calcio si regge su due colonne principali: il denaro che deve circolare a fiumi e il consenso, cioè il divertimento della gente che quel denaro lo versa. E invece la gente è scontenta.

Innanzitutto, dalle regole mal applicate, alcune squadre storiche, specie nel Sud ma anche nel Nord, sono dovute retrocedere tra i non professionisti e ricominciare daccapo. Tifosi scontenti a valanga.


Poi le regole della ridistribuzione dei soldi veri, quelli che arrivano dalle televisioni che evidentemente non funzionano più. E ancora: le regole esterne, cioè quelle di UEFA e FIFA che si riverberano su quelle interne.

Nella pratica ad uso e consumo di ogni tifoso, anche se noi non sappiamo cosa si dicono i presidenti della Lega di A, tanto per chiarire, vediamo però i risultati delle loro diatribe proprio nelle interpretazioni di arbitri e VAR che non tornano mai. Oggi, il grande obiettivo delle maggiori formazioni di A è partecipare alla Champions per incamerare, automaticamente, 80 milioni annuali. La domenica paghiamo e tifiamo per far vincere la lotteria a quattro di lor signori. Poi ci sono quelli che lottano per non abbandonare il sogno di vincerla, quella lotteria, come la famosa lotta per non retrocedere.

Secondo me, per concludere, non dovremmo andare a caccia di criminali bensì di teste che sappiano ragionare in modo da riformare questo mondo senza distruggerlo. 

E a livello federale ,secondo me, sono proprio le teste pensanti che ci mancano. Male che vada, dovrebbero essere in grado di copiare i più efficienti per esempio la Premier inglese che la rivoluzione la fece veramente e con successo nel 1992.

Noi vogliamo insistere a muovere la barca con una paletta. Anche la Super Lega ideata da alcuni survivalisti è stata fatta fallire. E siamo arrivati all'ennesimo scandalo.

Non per mancanza di giudici, ma di idee, non cambierà nulla. 


La prima Roma che iniziò a vincere

 


Tifo Roma da tanti anni. Mi ricordo le varie romette ,squadre che perdevano di sovente fuori casa e in casa ottenevano invece le vittorie sufficienti a rimanere in Serie A. Una di quelle squadre fu al tempo di Anzalone, un vero tifoso che provò a ribaltare il trend negativo acquistando il bomber Roberto Pruzzo dal Genoa nel 1978. Ma quella Roma rischiò la retrocessione evitandola pareggiando in casa una drammatica partita contro l'Atalanta e ottenendo un altro pareggio la domenica successiva ad Ascoli. 


L'anno seguente iniziò l'era di Dino Viola. Prese Liedholm come tecnico e in quel calciomercato, arrivarono Bruno conti (di ritorno dal prestito al Genoa(, Carlo Ancelotti dal Parma, Benetti dalla Juventus e Turone dal Catanzaro. 

Quell'anno, la Roma vinse la sua terza Coppa Italia, iniziando un ciclo che portò poi allo scudetto nel 1982-83. L'anno seguente  la Roma arrivò in finale di Coppa dei Campioni, perdendo contro il Liverpool.


Oggi ci sembra impossibile tornare a vincere uno scudetto e partecipare a una finale di Champions League. A questo ci hanno portato le presidenze americane. 

Lo dico soprattutto ai giovani che uno scudetto a Roma non lo hanno vinto mai. Dino Viola e Franco Sensi ci sono riusciti. E non erano maghi, nè sceicchi, non erano dei. Erano tifosi di questa squadra.


domenica 26 aprile 2026

Lotta a tre con Como e Juventus per le coppe europee

 


La classifica di Serie A parla chiaro: la Roma, nelle quattro partite rimanenti : in casa con Fiorentina e Lazio; fuori casa con Parma e Verona. 

Il Como giocherà con Napoli e Parma in casa; fuori con Verona e Cremonese.

La Juventus giocherà in casa con Verona e Fiorentina; fuori con Lecce e Torino.

3 calendari molto simili tra loro. Il Verona lo dovranno affrontare tutte. Solo due di queste squadre avranno il derby. 

LA Roma parte svantaggiata nei confronti di Como per la differenza reti e Juventus perchè indietro in classifica. Unico vantaggio per gli uomini di Gasperini sono i rientranti Wesley e Dybala, oltre a Dovbyk che pare guarito ma ovviamente indietro di preparazione fisica.

Io penso che tra le tre formazioni la Juventus abbia la maggior possibilità di qualifica: 45% contro il 30 % del Como e il restante 25% della Roma. E queste percentuali aumenteranno per la Juve se pareggerà o vincerà contro il Milan stasera.

Ma non esiste solo la lotta per qualificarsi per la prossima Champions League e quindi il quarto posto in campionato. Como e Roma si giocano anche la partecipazione alla Europa League piuttosto che alla Conference League che, addirittura, qualcuno pensa che la Roma potrebbe rinunciarci visti gli scarsi introiti e la indispensabile adesione ai diktat del fairplay finanziario per partecipare. 

Quindi Roma e Como si affrontano anche per strappare all'avversario il diritto di partecipare almeno alla Europa Cup.

Per i romanisti, lunedì, 4 maggio, ore 20,45: Roma - Fiorentina.

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sabato 25 aprile 2026

Il centro della Roma sono società e tifosi

 


Queste le dichiarazioni post partita di Gasperini ieri, secondo me le più importanti. L'intervento dei Friedkin ha accentrato la guida tecnica sulle capacità dell'allenatore piemontese e ne vedremo i risultati. A quanto abbiamo visto in campo, la squadra è quasi tutta con lui. Ieri la Roma ha sovrastato il Bologna, specie nel primo tempo, per poi conservare quanto costruito nella ripresa. 

Si può dire che ora inizia la vera era gasperiniana e che probabilmente il tecnico assume un ruolo somigliante ai manager del calcio inglese. Nella sua attività sarà probabilmente affiancato da altri dirigenti e la permanenze di Massara è fortemente in dubbio.

C'è da dire che comunque dovrebbero seguire provvedimenti in grado di far funzionare finalmente il prossimo mercato come un'officina per migliorare l'attuale formazione.

Le premesse sono un'opportuna gestione dei rapporti con l'UEFA e i vincoli del fairplay finanziario.

Nel frattempo vedremo anche a cosa porterà il terremoto che sta coinvolgendo la Procura di Milano che sta valutando alcune ipotesi e io non voglio entrare nelle operazioni investigative in corso. Speriamo che si faccia chiarezza quanto prima per riportare serenità nel mondo del calcio dove alcune decisioni in merito alla conduzione delle partite mi hanno sempre fatto pensare. Il VAR per me rimane un mistero e vedremo se sarà fatta chiarezza sulla sua gestione

Bologna - Roma 0 -2

 


La Roma gioca con Svilar in porta; Mancini, Ndicka, Hermoso terzetto difensivo: centrocampo, da destra, con Celik, Cristante, El Aynoui, Wesley; trequartisti: Soulè e Pisilli; Malen centravanti.

Bologna con il  343. 

La Roma inizia la partita difendendosi da un'iniziativa con palla lunga del Bologna.

Al 7^ minuto arriva il vantaggio giallorosso con Malen. Assist di El Aynaoui.

La prina seria replica del Bologna arriva solo al 31^ con un tiro di Orsolini stoppato con i piedi da Svilar.

Al 36^ Malen si fa parare da Ravaglia in modo simile.

Allo scadere del recupero del primo tempo, Malen serve per El Aynaoui il raddoppio romanista. Roma chiude la prima frazione di gioco meritatamente in doppio vantaggio.

Ripresa con Rensch al posto di Celik. La Roma parte bene ma il Bologna prova a farsi sotto specie con Orsolini che non trova mai la mira giusta fino al 59^ che con un tiro a giro prende un palo clamoroso alla destra di Svilar.

Al 60^ Vaz al posto di Solulè e Ghilardi al posto di Hermoso. 

Il Bologna ora si porta avanti con una certa vigoria e la Roma controlla

Al 75^ il ritorno di Dybala al posto di Malen, stanchissimo.

Non accade nient'altro e la Roma incassa tre punti di platino.

Ottima prova della difesa e di Malen soprattutto nel primo tempo. Poi la Roma si è trovata a contenere le sfuriate dei padroni di casa con grande attenzione. Bene soprattutto Pisilli e El Aynaoui. Bologna troppo impreciso in avanti.


venerdì 24 aprile 2026

Oggi scontro decisivo per la Europa League

 


A Bologna ,la Roma si gioca alle 18, una buona fetta di partecipazione alla Europa League. In classifica, deve superare il Como, a pari punti ed oggi effettivamente qualificato per la partecipazione alla seconda coppa europea, e tenere l'Atalanta, a 4 punti da noi, a distanza. 

Gasperini schiererà, probabilmente, questa formazione: Svialr in porta; difesa a 3 con Mancini, Ndicka, Hermoso; centrocampo ,da destra ,con Celik, Cristante, Pisilli, Rensch; Soulè e El Shaarawy dietro Malen.

Bologna senza Skorupski, Casale, Bernadeschi, Dallinga. Tornato disponibile Dominguez. 

Il tecnico, con un vistoso ampliamento dei suoi poteri, sarà praticamente un manager all'inglese, a quanto ci dicono e sta pensando ai rinnovi dei contratti. Nei suoi desideri ,gran parte della squadra attuale dovrebbe rimanere. Quasi certi Cristante e Pellegrini, molto meno El Shaarawy e Dybala che vorrebbe tornare in Argentina. Tsimikas, Ferguson e Zaragoza andranno via come pure Dovbyk. molto vicini a lasciare Roma anche Angelino e El Aynaoui.  


La Roma prima di tutto

 


Purtroppo, solo una frase fatta che troppo pochi, tra quelli che operano nella AS Roma, rispettano e seguono.

Mi è dispiaciuto l'addio di Claudio Ranieri, non mi è piaciuta la conferenza di poco fa di Gasperini. Una parola di commiato sul dirigente che parte l'avrei gradita.

Da considerare anche che ora le responsabilità di Gasperini aumentano a dismisura. Via il materasso Ranieri, via il materasso Massara. Il tecnico deve prendersi il massimo delle responsabilità e se la società non lo soddisfa con la campagna di mercato, se ne vada anche lui. 

A partire dalla partita di Bologna, la squadra deve rispondere al massimo e seguire il tecnico. Per confermare che c'è solo la Roma e allora pedalare e battere i felsinei.

Il rientro di Dybala forse non si concretizzerà. Si tratta forse di un ex calciatore e allora si faccia chiarezza con i contratti in scadenza.

Se la Roma non batte il Bologna si rischia anche la partecipazione alla Europa League e allora dovremmo concludere che non serviva Gasperini per far peggio dello scorso anno. E c'era proprio il Grande Claudio in panca. 

C'è la Roma prima di tutto e allora dateci almeno la seconda coppa europea, prego.


Un altro terremoto nel calcio, ma non cambierà nulla.

 Come accaduto nei casi precedenti: dopo i vari scandali, dalle schedine alle varie storture che causarono persino la retrocessione della Ju...