Come accaduto nei casi precedenti: dopo i vari scandali, dalle schedine alle varie storture che causarono persino la retrocessione della Juventus in B, il nostro calcio è solo peggiorato come, del resto, la vita in Italia-Draghistan. L'uragano che ha costretto il signor Rocchi a dimettersi non porterà niente di niente di buono.
Ragioniamo: in una situazione ideale, uno scandalo come quello che stiamo vivendo, non sarebbe mai potuto accadere e invece eccoci qui.
Il gioco più bello del mondo, almeno qui da noi, è un giocattolino preconfezionato che deve funzionare come decide il palazzo del calcio e stop. Non è Rocchi o altri il colpevole: è un sistema fatto in questo modo. Un sistema contro il quale hanno combattuto come leoni i presidenti che rievocavo nel post precedente. Viola e Sensi lottarono contro un muro che sono riusciti a scalfire ma che non hanno potuto abbattere.
Il sistema è entrato in crisi nera perchè pur continuando a generare ricchezza per i club maggiori, quindi A e B, non riesce più a garantire un rendimento sportivo medio accettabile. Esempio massimo la gestione insufficiente della Nazionale che è fuori dal Mondiale da tre edizioni.
Come ogni sistema evoluto, questo, nostro, calcio si regge su due colonne principali: il denaro che deve circolare a fiumi e il consenso, cioè il divertimento della gente che quel denaro lo versa. E invece la gente è scontenta.
Innanzitutto, dalle regole mal applicate, alcune squadre storiche, specie nel Sud ma anche nel Nord, sono dovute retrocedere tra i non professionisti e ricominciare daccapo. Tifosi scontenti a valanga.
Poi le regole della ridistribuzione dei soldi veri, quelli che arrivano dalle televisioni che evidentemente non funzionano più. E ancora: le regole esterne, cioè quelle di UEFA e FIFA che si riverberano su quelle interne.
Nella pratica ad uso e consumo di ogni tifoso, anche se noi non sappiamo cosa si dicono i presidenti della Lega di A, tanto per chiarire, vediamo però i risultati delle loro diatribe proprio nelle interpretazioni di arbitri e VAR che non tornano mai. Oggi, il grande obiettivo delle maggiori formazioni di A è partecipare alla Champions per incamerare, automaticamente, 80 milioni annuali. La domenica paghiamo e tifiamo per far vincere la lotteria a quattro di lor signori. Poi ci sono quelli che lottano per non abbandonare il sogno di vincerla, quella lotteria, come la famosa lotta per non retrocedere.
Secondo me, per concludere, non dovremmo andare a caccia di criminali bensì di teste che sappiano ragionare in modo da riformare questo mondo senza distruggerlo.
E a livello federale ,secondo me, sono proprio le teste pensanti che ci mancano. Male che vada, dovrebbero essere in grado di copiare i più efficienti per esempio la Premier inglese che la rivoluzione la fece veramente e con successo nel 1992.
Noi vogliamo insistere a muovere la barca con una paletta. Anche la Super Lega ideata da alcuni survivalisti è stata fatta fallire. E siamo arrivati all'ennesimo scandalo.
Non per mancanza di giudici, ma di idee, non cambierà nulla.
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