Vengo da un periodo nel quale chi si occupava di gestire una società di calcio, spesso veniva appellato con il brutto termine di ricco scemo. Si pensava che un danaroso, spesso un grande industriale ,acquisisse il titolo di una società di calcio, per divertirsi e quindi scialacquasse le proprie fortune economiche perdendoci nel gestire la squadra. Non so se fosse vero ma di sicuro dagli Anni 80 la più pura managerialità ha preso il posto della eventuale follia calcistica di qualche paperone baciato dalla fortuna in altri settori della vita.
Per arrivare alla Roma ,noi sappiamo che purtroppo la Famiglia Sensi (alla quale va tutto il mio amore incondizionato e la mia riconoscenza), dovette salvare la società con l'aiuto di una banca. Cosa sia successo poi non è di dominio pubblico completamente. C'è qualcosa che a me, personalmente ,sfugge.
La prima gestione americana si portò dietro un debito che sperava di ammortizzare con lo stadio. Fu poi costretta a vendere molti, grandi ,calciatori che non abbiamo visto più: pensate solo a Alisson e Salah, ma anche a Ruediger. Molti insultano la gestione Pallotta,. Io mi limito a dare un giudizio sportivo che è molto negativo non per le conseguenze finanziarie ma per i risultati sul campo. Da tifoso a me interessano questi.
Ma da tifoso mi devo sorbire anche il fatidico: bambole non c'è una lira. Ovvero, ci prendiamo una serie di pippe e mezze pippe perchè i conti, in questa città calcistica, non tornano mai.
Tu, popolo di grandi tifosi come e meglio di me, ti stai chiedendo come mai i grandi campioni se vengono qui è per puro caso. E pensi a Svilar, trovato quasi nella bancarella delle occasioni e poi lievitato come le torte che faceva la mia compianta nonna paterna.
Gli investitori signori Friedkin non spendono cifre che sono certi di non poter più recuperare, tutto qui. Inutile prendersela con loro che si limitano a fare i conti. Lo so che questo principio è duro da mandare giù ma la Roma ,signori e amici miei, è indebitata. Solo dal quarto posto in poi i conti sorridono per il ritorno economico della Coppa Champions e lo sappiamo bene. Quasi uno scudetto.
Ora, però, il Napoli è diventata la la nostra rovina. De Laurentiis non è ricco, è un grande imprenditore che sa gestire oculatamente la sua società e, pensate un po', sta vincendo. Noi no. Napoli diventa il paragone in negativo di come siamo messi noi.
E questo accade perchè le gestioni statunitensi, compresa l'attuale, quella dei signori Friedkin, non investono su un progetto perdente. noi sappiamo cosa differenza Viola e sensi da Friedkin, lo sappiamo molto bene. In realtà, amore vero non è mai un fatto economico.
La Roma è indebitata, questo ci stanno dicendo. Ma è comunque un investimento per questi che ,a differenza dei Sensi e dei Viola, che ringraziamo ancora, non sono tifosi dei nostri colori. Per loro tutto quel che è giallo e rosso significa investimento. Dovremmo sempre ricordarcelo.
Non sono cattivi, o brutti, ma sono ricchi che tramite investimenti come la Roma vogliono diventare più ricchi o al massimo non perderci. Vi sembra strano? A me, no.
Ho studiato con attenzione le loro mosse. Sapendo di non poter competere con i grandi club in quanto ad acquisti si sono premuniti di prendere allenatori che potessero fare del buon calcio. Mourinho, il migliore che io non avrei mai cacciato. Poi De rossi che soddisfaceva una tifoseria imbufalita. Poi che speravano facesse del buon calcio con i calciatori non all'altezza, cioè Juric e hanno fallito. Ranieri, con la grande conoscenza e l'ancor più grande saggezza ha rimesso in piedi la baracca, sfiorando persino la qualificazione per l'agognata Champions. Poi lascia per età e questo è un evento innegabile che capita a tutti.
E fu lui a dirci: tifosi ,non c'è una lira, preannunciando mercati difficili, e così è stato. Perchè anche lui parla con il cuore e se e quando parli con il cuore non puoi mentire se non per far del bene.
Questi sono i fatti. Ora, Massara è uom odi calcio. dobbiamo soltanto sperar che intraveda un attaccante che faccia al caso nostro e che costi quel che si può spendere, che a me risulta essere molto poco.
L'eredità di Ranieri si chiama Gasperini. Sa, il Grande Claudio, che costui potrebbe fare la parte del Liedholm prima e del Capello poi. Ricorderete, se leggete questo piccolo e modesto blog, che a me non piaceva l'idea. Pensavo che un altro tipo di allenatore facesse la minestra meglio di quanto potrà fare Gasperini. E mi sbagliavo.
La Roma ha un gioco ma non ha gli interpreti adatti, tutto qui. Arriveranno se Massara saprà fare la spesa con piccole somme. Difficile ma non impossibile.
Questa è la nostra situazione. a proposito: dello stadio non esiste neppure la prima pietra. Esiste gente che non si vuole sbattere l'Olimpico in faccia. Io non so se e quando lo realizzeranno ma farci conto mi pare un po' aleatorio. questa idea potrebbe spingere gli attuali gestori a tacere sulle ingiustizie vere e presunte che riceviamo per non disturbare il manovratore che poi assentirebbe sulla realizzazione di questo edificio?
I conti della Roma sono una cosa, lo stadio è un'altra faccenda. Qualunque edificazione all'inizio prevede spese.
Cari tifosi romanisti, la situazione è questa. Speriamo che Svilar, Mancini, Ndicka, Konè e Soulè rimangano con noi perchè sono questi i fondamenti sui quali ricostruire bene. E, guardate, esistono le condizioni affinchè uno di questi venga sacrificato. Talvolta perdere giocatori utili è dannoso perchè rischi di sostituirli male. Pensate a chi ricorda con nostalgia Shomurodov.
Caro Massara, pensaci tu.
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