Ricordavamo l'inverno zemaniano, ora ci tocca considerare i guai dell'inverno gasperiniano. Si tratta del periodo dell'anno nel quale inizia la coppa d'Africa ,quindi perdi i calciatori africano che nella Roma sono El Aynaoui e soprattutto Ndicka. Questo elemento sarà importante per almeno un mese anche perchè sia il Marocco che la Costa d'Avorio sono nazionali che possono arrivare fino in fondo nella competizione continentale.
Il progetto attuale dei signori Friedkin è far tornare la Roma a rendere denaro invece che procurare debiti e come ho scritto si può ben comprendere. Ma questo progetto seda una parte pretende di abbassar il monte-ingaggi e per noi questo significa lasciare andare i giocatori meglio pagati, esempio Pellegrini e Dybala, specie se il loro rendimento non è al top per varie ragioni; dall'altra pretenderebbe, logicamente, di poter contare su un servizi odi scouting che possa procurare alla Roma giocatori giovani e dal futuro radioso. Proprio i già citati Ndicka e El Aynaoui descrivono questo percorso ideale.
Lo descrive pure un giocatore come Soulè anche se va a corrente alternata. Lo descrive poco o niente Ferguson, invece. I giovani di belle speranze li scopri nel momento del massimo rendimento ma devi averne un buon numero per alternarli nella scacchiera e nel frattempo comunque hai ottime possibilità di piazzarti nei posti alti della classifica solo se hai anche un gioco efficace.
Quest'ultimo fatto si è reso evidente con l'ingaggi odi Gasperini che ha dato l'impressione di valorizzare e far brillare come perle pure i sassolini, lì in quel di Bergamo. E da questo punto di vista, ci vuole tempo per imprimere nella formazione i sacri crismi del gioco gasperiniano. Ma a Roma, quanto tempo possiamo concedere a un tecnico, uno qualsiasi?
Oggi, nella Roma sappiamo che gli elementi di valore assoluto, tra rendimento tecnico ed economico in caso di cessione, sono Svilar, Mancini, Ndicka, El Aynaoui, Konè, Soulè. Poi ci sono semplicemente giovani di belle speranze come Ghilardi, Ziolkowski, Pisilli e Baldanzi oltre al giovanissimo Arena. I giovani rendono meglio all'interno di un gioco definito e sicuro e da questo punto di vista si deve dare tempo a Gasperini, non abbiamo scelta.
Vi dissi, tempo fa, che di sconfitte ne avremmo viste parecchie in questa stagione per ovvi motivi, gli stessi che sto elencando in questo post.
Tra i vecchi con i quali monetizzare nel mercato rimangono Cristante, Dybala, Pellegrini, Dovbyk, El Shaarawy, Contratti in scadenza compresi che se includono ingaggi pesanti, lasciarli scader equivale a un guadagno nel bilancio. Il problema, ora, è trovare i sostituti che possano fornire un'età anagrafica incoraggiante ma anche una cifra tecnica e atletica tale dal non far uscire la Roma dalle coppe europee che forniscono qual tanto di ossigeno economico da poter far respirare nei bilanci.
L'ideale è la partecipazione alla tanto sospirata Champions League che per le attuali formazioni è come vincere 4 scudetti all'anno. Se applichi male questa regola ,ti ritrovi come l'attuale Fiorentina. Se la applichi bene fai i salti che riconoscevamo all'Atalanta.
Vi spiegai già che i ricchi scemi non esistono più nel calci oe a questo comportamento li spingono le norme dell'UEFA come il fair-play finanziario che esigono bilanci in ordine. C'è poco da far in questo senso.
Se la Roma non copre completamente il suo debito, non sarà possibile investire. Questa è una strettoia da recuperare insieme al momento dell'inverno gasperiniano. Ecco perchè il mercato invernale potrebbe rivelarsi un'occasione per liberarsi di ingaggi impossibili e far venire a Roma giovani brillanti come perle nella sabbia.
Rimane l'atavico problema dell'assenza di una rete di scout efficiente. dovremo fidarci del patrimoni odi contatti di procuratori maici e di Massara e vedremo il risultato. Ma per pietà, non fatevi vedere più giocatori chiaramente fuori posizione come nel caso di Baldanzi centravanti.
Queste assurdità farebbero gelare completamente le nostre ambizioni nell'inverno gasperiniano che è già arrivato e ha procurato due sconfitte di fila tra formazioni forte e formazioni scarse.
Questa dev'essere la nostra bussola fintanto che resterà a Roma una gestione tale da trarre risorse e guadagni dall'attuale esercizio d'impresa calcistica. Si tratta di un percorso obbligato senza un ricco scemo a farci sorridere. Mentre si gela, si sa, c'è poco da ridere.
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