Non bastano tre gol alla Juventus per battere una squadra che con la forza della disperazione dal 78^ ha recuperato due reti alla formazione con la miglior difesa del campionato.
Gasperini manda in campo la difesa con Celik, Mancini e Ndicka; Rensch, Cristante, Konè e Wesley a centrocampo, Pisilli e Pellegrini a sostenere il centravanti Malen.
La Juventus con il 4231.
Inizia Pellegrini a mangiarsi un gol solo davanti a Perin. Poi, la magia di Wesley che fulmina il portiere bianconero con un tiro a girare, al 39^-
Il primo pari bianconero arriva con una mezza girata a siluro di Conceicao, al 47^.
La Roma ne segna due: con Ndicka al 54^ e Malen, al 65^.
Ma sul 3-1 si spegne la luce. Gasperini sbaglia i cambi, mandando dentro un fantasma di nome El Aynaoui e l'inutile Zaragoza. E allora prima Boga, al 78^ e al terzo minuto di recupero, Gatti, pareggiano i conti.
Criminale il calo romanista dal settantottesimo minuto, complici appunto i cambi operati dal tecnico mentre Spalletti ha indovinato tutto.
La Juventus ha solo inseguito ma se non riesci a tenere un risultato che è uno neppure con la miglior difesa del campionato, allora è il centrocampo che non fa quel che deve fare. E se non bastano neppure tre gol alla Juventus vuol dire che dal punto di vista della maturità e della cattiveria, la Roma di strada deve farne tanta. Anche una Roma sempre più saldamente al quarto posto, 51 punti, con il Como indietro di 3 e la stessa Juventus di 4.
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