lunedì 22 dicembre 2025

Roma tra mercato, il Genoa e il suo nervosissimo tecnico

 Ci vuole una settimana per rivedere la Roma in campo e si tratterà di ospitare il Genoa di De Rossi. Chiaramente, una partita da vincere ma non sarà facile. Non a caso, temevo persino il Cagliari e ricordiamo com'è finita. Dovete ricordare voi che io seguo il calcio da 60 anni e ne ho viste letteralmente di tutti i colori per meravigliarmi di qualcosa o qualcuno. 

Da piccolo vivevo la Rometta, e ricordo quella di Marchini, poi quella di Anzalone. Quella squadra poteva perderle tutte contro le grandi di allora, quindi Inter, Milan, Juventus, una tra Fiorentina o Bologna, se la vedeva con il Napoli, e rivaleggiava con la Lazio. Se finiva sesta, era un trionfo. 

E oggi accade la stessa, identica, cosa. 

L'unico bagliore di una vita calcistica grama rappresentato dal trionfo in Conference League, marcato Mourinho. A questo portoghese manca una statua al Circo Massimo. 


I tempi belli per Roma sono stati l'era Viola prima, l'era Sensi poi. A un certo punto, il grande Francesco Sensi fu stufo di vincere i portaombrelli come chiamava le finali stravinte in Coppa Italia, pensate un po'.

Io queste vicende le devo rievocare per i lettori giovani di questo blog. Ci sono persone oggi di 20-30 anni che non hanno questi ricordi ed io, da vecchio tifoso, devo rievocarli a loro beneficio.

La realtà si deve interpretare partendo dalla memoria altrimenti niente ha più valore. Io lo so che non rivedrò mai più un periodo come quelli denominati Viola-Sensi, li conservo nella mia memoria e me li  porterò via con i tecnici e i giocatori che li hanno animati: Liedholm, Capello, Conti Paolo, Tancredi, Maldera, Turone, Santarini, Di Bartolomei, Nela, Pruzzo, Conti Bruno, Falcao, Cerezo e gli altri, indimenticabili protagonisti di tante imprese che non vedrò mai più durante la mia restante esistenza. 

Voi fate bene ad animare i sold out, a credere che arriverà un tempo radioso e produttivo di grandi conquiste ma oggi la regola dei bilanci ha duplicato la vittoria finale di un campionato in quattro posti validi per le coppe continentali maggiori ed è questa la definizione che importa. 

Oggi, la gestione attuale punta a valorizzare l'investimento tramite stadio e credo anche, una mia supposizione, che una volta valorizzato tale investimento, l'attuale gestione possa ritirarsi, guadagnando quel che potrà guadagnare. 

Importante è anche, per adesso, valorizzare il lavoro di Gasperini che potrà fruttare qualche investimento aggiuntivo in fase di mercato invernale, senza peraltro, stravolgere il piano iniziale. 

Per voi sono novità, per me è la Rometta che spera, ancora una volta, di tornare a essere Roma. 


Nessun commento:

Posta un commento

Alla ripresa, Roma attesa da un vero tour de force

  La sosta per le partire delle nazionali offre alla Roma la ricca opportunità di far riposare gli infortunati e far riprendere gli acciacca...